Vigo di Fassa è uno dei sette comuni della Val di Fassa, nel Trentino orientale. Situato ai piedi del Catinaccio a 1.380 m s.l.m., in posizione dominante, fu per secoli sede dell'autorità giuridica, amministrativa e religiosa della valle. Il comune conta circa 1.000 abitanti e la sua principale risorsa economica è il turismo. Vigo di Fassa è direttamente collegato a Bolzano, da cui dista soli 35 km, attraverso il Passo Costalunga (detto anche Passo Carezza o Karerpass).

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Vigo di Fassa in Estate

Turisticamente Vigo di Fassa offre un'ampia scelta di alberghi ed appartamenti. Dal centro paese una funivia porta in pochi minuti direttamente sul Ciampedie, vero e proprio giardino e balcone sulle Dolomiti con un panorama unico al mondo. Qui le opportunità di divertimento e relax sono legate alla stagione: in inverno gli impianti della Ski Area Catinaccio ed in estate innumerevoli possibilità di escursioni attraverso il gruppo del Catinaccio (da segnalare il Vael, le Torri del Vajolet e l'Antermoia). Tornando in paese, sono da ricordare le due antiche, splendide chiese gotiche: Santa Giuliana, patrona della valle (inizi del 1500) e la Pieve di San Giovanni (seconda metà del 1400) presso l'omonima frazione, antica ed attuale pieve, nonché massima espressione religiosa ed artistica della valle.

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Vigo di Fassa in inverno

Le Dolomiti sono considerate le più belle montagne del mondo e la Val di Fassa si trova al centro delle Dolomiti.

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Panorama verso le cime dolomitiche della Val di Fassa

Gruppi dolomitici famosi circondano la Val di Fassa: il Catinaccio con le sue note Torri del Vajolet, il gruppo del Sella e del Pordoi, il Gruppo della Marmolada, detta la "Regina delle Dolomiti" alta 3.342 m. Come per Vigo di Fassa, la risorsa principale di tutta la valle è il turismo: sia in estate, per le numerose possibilità di escursioni (oltre 300 km di sentieri segnati) e sia per l'inverno (centinaia di km di piste da sci ed impianti di risalita modernissimi). La Val di Fassa si estende da Moena fino a Canazei. Moena è ubicata in una conca amena alla confluenza nel torrente Avisio del Rio S. Pellegrino e del Rio Costalunga, provenienti dagli omonimi passi. La valle raggiunge la sua massima ampiezza all'altezza dei comuni di Vigo e Pozza, nel centrovalle, per poi restringersi ed aumentare progressivamente la sua altitudine. (Moena mt. 1.200 e Canazei mt. 1.500). L'alta Val di Fassa tende a curvare verso est, dando così alla valle la tipica impronta ad U.

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Paesaggio del Catinaccio

Al turista della Val di Fassa capita sicuramente di incontrare persone che tra di loro parlano una lingua strana, a prima vista un dialetto locale. Si tratta del ladino di Fassa che però è più di un dialetto, è una vera e propria lingua. Una lingua di minoranza etnica, quella ladina appunto. Nel Trentino Alto Adige esistono altre due valli che parlano ladino (anche se con cadenza e linguaggio leggermente diverso) e sono la Val Badia e la Val Gardena. La minoranza etnica ladina è inoltre diffusa in alcune altre valli come nella vicina valle di Livinallongo e nella conca di Cortina d'Ampezzo, entrambe in provincia di Belluno. Infine esiste una minoranza ladina nel Canton dei Grigioni in Svizzera.

La nostra regione tutela la minoranza ladina con l'introduzione di alcune regole. Spesso alcuni cartelli (per esempio quelli dei paesi) hanno una doppia denominazione: l'italiano e il ladino. Così per esempio "Canazei" diventa "Cianacei", "Campitello" diventa "Ciampedel" e "Vigo" diventa "Vich". Oltre a ciò l'insegnamento nelle scuole elementari e medie della lingua ladina è diventato obbligatorio, così come l'uso del ladino negli uffici pubblici. Nel 1975 è stato istituito l'Istituto Culturale Ladino, con sede a San Giovanni, a tutela e valorizzazione della lingua ladino fassana.

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Processione del Corpus Domini a Vigo di Fassa con la partecipazione del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari

Nella cultura dei fassani sono radicate alcune festività cristiane, come ill Corpus Domini che viene celebrato ogni anno con solenni processioni nei paesi della valle. Fra le ricorrenze più importanti ricordiamo le feste patronali, in particolare quella dedicata a S. Giuliana, protettrice della valle. La sera del 5 dicembre invece S. Nicolò, con la sua lunga barba bianca e l' ampio mantello rosso, porta i doni nelle case dei bambini. Queste manifestazioni spontanee della fede popolare cadono spesso nei periodi di fuori stagione. Esse sono sentite come proprie dalla gente e non vengono quasi mai pubblicizzate a scopo turistico.