Ad un certo punto della tua vita senti il bisogno di poter dare qualche cosa agli altri. E'allora che scatta dentro di te la scelta, per averne sentito parlare dagli amici già volontari o perché sei stato toccato di persona da un evento, senti il bisogno di renderti utile. C'è allora chi entra a far parte della Croce Rossa o Bianca, chi sceglie di donare il proprio sangue ed entra nell' AVIS, chi sceglie di fare il pompiere, altri ancora entrano a far parte del Soccorso Alpino, chi è più propenso per la musica va a far parte della banda, ognuno in sintonia con le proprie caratteristiche e attitudini. Un altro non trascurabile motivo per cui uno sceglie il volontariato è quello emulativo: il papà, lo zio, il fratello maggiore è un volontario o lo è stato, in casa ne sente parlare ed è allora che anche il giovane sente che può dare il proprio contributo.

Tutte le associazioni di volontariato hanno poi delle regole ed è allora che il volontario pieno di entusiasmo e di motivazioni deve confrontarsi con una realtà spesso fondata su dure regole che credeva non esistessero. La sua voglia di fare, di dare è in contrasto con quanto aveva fino allora sentito e così sorgono le prime delusioni, i primi attriti. A causa di queste norme alcuni, passati i primi mesi d'appartenenza ad un' associazione, la lasciano. Guai se non esistesse una disciplina! In poco tempo si creerebbe il caos, ognuno per proprio conto, le sinergie del fare e dell'operare assieme andrebbero deluse e perse e di quell'associazione non rimarrebbe che la targa ricordo. Anche nel Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari esistono delle regole che siamo tenuti ad osservare. Esiste uno statuto che è uguale per tutti i pompieri del Trentino. Il volontariato è utile, anzi in queste zone periferiche come la Val di Fassa è necessario, guai se venissero a mancare i volontari a qualunque associazione essi appartengano.


Premiazione per i 35 anni di servizio del nostro comandante Fiorenzo Ghetta. Da sinistra verso destra: Rinaldo Debertol, Fiorenzo Ghetta, Gino Fontana e Sergio Cappelletti.
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Il Trentino vanta circa 5000 vigili del fuoco volontari e 220 vigili allievi divisi in 239 Corpi presso i 223 comuni. Questi vigili hanno superato una visita medica e precisi test attitudinali, hanno ricevuto un' adeguata formazione di base e sono persone che offrono il loro tempo e la loro preparazione in forma assolutamente volontaria. Ciascun Corpo è guidato da un Comandante e da un Vicecomandante. I Corpi sono raggruppati in Unioni Distrettuali ( territorio di più comuni con cultura e tradizioni omogenee). Le Unioni Distrettuali sono 13 ed a capo di ogni Unione c'è un Ispettore Distrettuale, al quale è demandata la responsabilità dei Vigili del Fuoco Volontari sul territorio trentino. Le Unioni a loro volta sono unite in Federazione . E' compito del Corpo provvedere alla sicurezza delle persone, alla protezione delle cose, alla prevenzione ed al combattimento dell'evento calamitoso.

Ogni Corpo opera principalmente in ambito comunale dove è pienamente responsabile del servizio. A seconda del tipo e della dimensione dell'evento, i Corpi intervengono in modo singolo o collettivo a livello distrettuale o provinciale; in tali casi partecipa anche il Corpo professionale di Trento che ha la competenza sulla città di Trento. Le chiamate di soccorso (115) fanno riferimento alla centrale del Corpo permanente di Trento che le smista ai vari Corpi dotati di adeguati cercapersone attraverso una rete radio provinciale. Il servizio così strutturato garantisce una prontezza operativa nell'arco di pochi minuti dalla chiamata di soccorso, anche nelle zone più periferiche del Trentino. I Corpi inoltre sono in stretta collaborazione con Soccorso Alpino, CAI, Trentino Emergenza 118, gruppi di protezione civile. Al fine di svolgere la lotta contro gli eventi dannosi con successo e nel più breve tempo possibile i Corpi sono stati dotati di attrezzature e automezzi in relazione alle tipologie e alla specificità del servizio secondo i seguenti criteri: dotazione di automezzi e attrezzature base per ogni Corpo, adatto alle esigenze dell'area di rispettiva competenza. Dotazione di automezzi e attrezzatura alle Unità intercomunali come centri di appoggio immediato. Dotazione di automezzi e attrezzature alle Unioni distrettuali in caso di utilizzo in vaste aree di intervento. Dotazione di automezzi e attrezzature provinciali (Corpo permanente di Trento e Protezione Civile) in caso di calamità provinciali e nazionali. I1 finanziamento dell'equipaggiamento, degli automezzi, delle attrezzature e dei materiali di consumo, a livello comunale è sostenuto dall'amministrazione provinciale e comunale e con contributi elargiti dalla popolazione stessa. Per le strutture sovracomunali (Unioni) e provinciali (Corpo permanente e Federazione) il finanziamento è a totale carico della Provincia Autonoma di Trento. |
La "Scuola Provinciale Antincendi" è istituita ai sensi della legge regionale n. 17 del 2 settembre 1978. La legge provinciale n. 26 del 22 agosto 1988, articoli 8 e 9 ne individua compiti, finalità, programmi, gestione tecnica ed amministrativa.
Per quanto riguarda i compiti in particolare, la legge anzi citata prevede:
- formazione, qualificazione, aggiornamento ed addestramento del personale permanente e volontario dei servizi antincendi;
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formazione, aggiornamento ed addestramento del personale appartenente ad altre organizzazioni aventi per scopo il soccorso e la protezione civile;
- predisposizione di programmi didattici e informativi rivolti alla comunità provinciale ed in particolare alle scuole di ogni ordine e grado.
Per lo svolgimento delle attribuzioni di competenza,mediante convenzioni o contratti di collaborazione, si avvale:
- di docenti universitari;
- di istruttori della scuola nazionale antincendi delle Capannelle di Roma e altri centri specializzati facenti capo al Ministero dell'Interno, della Protezione Civile e della Difesa;
- di personale appartenente ad altri enti pubblici o privati;
Di norma si avvarrà, per quanto possibile, del personale del Servizio antincendi e protezione civile della Provincia Autonoma di Trento, a tale scopo già formato dalla scuola stessa.
La Scuola è gestita dal dott. Ing. Alberto Flaim che dal 24 febbraio 1997 ha iniziato la propria attività. Attualmente è in corso uno studio di fattibilità per la realizzazione di un centro di formazione ed addestramento nel campo della protezione civile. Questo centro verrà realizzato in località Lavini di Marco nel Comune di Rovereto usufruendo di alcune aree dismesse dal Ministero della Difesa.
Ogni ragazzo o ragazza puo' diventare vigile del fuoco volontario, basta la maggiore eta' e non importa l'avere gia' assolto gli obblighi di leva. Non servono doti particolari: siamo persone comuni, che desiderano aiutare gli altri in modo serio e professionale.
Per poter far parte di un Corpo Comunale dei Vigili del Fuoco Volontari è sufficiente rivolgere una domanda scritta al Sindaco del Comune tramite il comandante del locale Corpo dei Pompieri. Accertata la disponibilità di posti in organico (ogni Comune ha un numero fisso di Vigili stabilito dal Consiglio Comunale) il Sindaco chiede all' Amministrazione Comunale di poter assumere l'aspirante Vigile. Questi deve aver compiuto i 18 anni e non aver superato i 40, essere in grado di soddisfare le esigenze del Corpo e possedere i seguenti requisiti:
a) idoneità psicofisica generale certificata dal medico del distretto sanitario di appartenenza;
b) residenza nel comune di appartenenza del Corpo;
c) godimento dei diritti civili e politici.
Il Sindaco può, per particolari e motivate situazioni, sentito l'Ispettore Distrettuale, derogare sulla residenza e anche sul limite di età portandolo a 45 anni al massimo.
Chi decide sull'eventuale assunzione di un nuovo Vigile è Il Direttivo del Corpo.
QUANTO SOPRA INDICATO E' UNA BREVE SINTESI DELLE PARTI PIU' IMPORTANTI DELL' ART.4
(Vigili del Fuoco in servizio attivo) del NUOVO REGOLAMENTO "TIPO" DEI VV.F.
Possono altresì far domanda di ammissione al Gruppo Giovanile (Vigili del Fuoco Allievi) tutti i giovani che abbiano compiuto i 10 anni e non superato il 18° anno di età. Articolo 6° del già citato Nuovo Regolamento "Tipo".
La facoltà di costituire o meno il gruppo giovanile o di mantenerlo in efficienza spetta al Direttivo del Corpo. |